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La filiera: responsabilità e sostenibilità dei fornitori

Non c’è filiera senza regole condivise

Il presidio della filiera nel food è cruciale. Ecco perché il 90% degli acquisti di Camst proviene da fornitori qualificati, il 75% da aziende certificate e il 97% da realtà produttive del nostro Paese.

Sia per l’area ristorazione che per la divisione facility, Camst ha definito criteri e modalità di qualificazione e valutazione della catena di fornitura: i processi di approvvigionamento si basano su rapporti precontrattuali e contrattuali orientati al pieno rispetto della trasparenza e della legalità, monitorando – attraverso i questionari di qualifica e audit – il rispetto delle normative vigenti e delle direttive aziendali per quanto riguarda aspetti quali la qualità, la tutela dei lavoratori e gli standard ambientali. Camst richiede ai propri fornitori l’accettazione formale dei principi guida etico-sociali e degli obblighi di condotta, definiti all’interno del modello di organizzazione gestione e controllo e del codice etico.

A livello di Gruppo, e in particolare per la ristorazione, le politiche di acquisto seguono un approccio basato sulla salvaguardia degli ecosistemi e sulla tutela della biodiversità. L’attenzione agli aspetti ambientali si riflette nella scelta di prodotti biologici, da commercio equo solidale, da pesca sostenibile, e sull’approvvigionamento di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica .

Il 90,4% dei fornitori dell’area ristorazione è qualificato in base a requisiti propri di Camst, mentre il 74,6% è certificato secondo standard volontari in ambito di sicurezza alimentare (BRC, IFS, ISO 22000), ambientale (ISO 14001, EMAS) e sociale (SA 8000). La percentuale di fornitori qualificati e certificati rimane alta anche nel 2021, ma quella dei fornitori certificati – che ha subito una variazione in seguito agli effetti della crisi epidemiologica da Covid-19 – non è ancora tornata ai livelli pre-pandemia.

Il portale fornitori

Il 2021 ha visto la nascita del nuovo portale dedicato alla qualifica dei fornitori, che si pone l’obiettivo di selezionare e gestire in maniera più strutturata le forniture in relazione a criteri di conformità normativa, tutela ambientale, salute e sicurezza dei lavoratori, tracciabilità, ecc.
Lo strumento consente lo scambio puntuale di informazioni, la raccolta di documenti (certificazioni, schede tecniche e altra documentazione specifica) e il loro corretto mantenimento, oltre a rendere più efficiente il processo di sourcing, coordinando in modo integrato tutte le attività (tender, raccolta e valutazione delle offerte, selezione). Sulla base dei dati presenti a sistema, il portale consente inoltre una miglior valutazione dei fornitori, al fine di selezionare quelli che non solo risultano conformi ai requisiti richiesti ma che meglio rispondono alle scelte strategiche dell’azienda. Dopo una prima fase di software selection portata avanti nel 2021, è prevista la messa in produzione per il 2022.

Per una supply chain sostenibile

Camst ha intrapreso un ulteriore percorso, parallelo alla creazione del portale: l’adesione a Synesgy, piattaforma digitale globale creata dal gruppo Crif che consente di misurare il livello di maturità di ciascun fornitore sulla base dei parametri ESG (Environmental, social and governance). Obiettivo: identificare nel tempo i partner più virtuosi con i quali avviare collaborazioni strategiche, condividendo impegno e obiettivi comuni.
Ascolta l’intervista a Marco Preti, Ceo Cribis (società del Gruppo Crif)

Il legame con il territorio

Favorire il sistema produttivo e l'economia dei territori è uno degli elementi centrali delle politiche di acquisto di Camst. Il Gruppo aderisce a numerosi programmi locali, sia in Italia che negli altri paesi in cui opera, attraverso l’acquisto di prodotti sostenibili sia dal punto di vista ambientale che sociale.
La quasi totalità dei fornitori della capogruppo è italiana, scelta guidata dalle politiche che incentivano anche gli acquisti direttamente dai produttori, incoraggiando e sostenendo l’economia locale.

La capogruppo Camst aderisce a Cooperare con Libera Terra, agenzia che ha come obiettivo la messa a punto di strumenti per lo sviluppo delle cooperative che operano nelle terre confiscate alla mafia e che si riconoscono nell’esperienza dell’associazione Libera. Per sostenere il lavoro delle cooperative di Libera, Camst utilizza prodotti alimentari a marchio Libera Terra anche per eventi aziendali in cui vengono offerti prodotti in omaggio ai dipendenti.
L’impegno nei confronti delle comunità e del territorio va oltre la sola capogruppo, coinvolgendo anche le società controllate fuori dall’Italia: Arcasa (Spagna) collabora con il centro Gardeniers dedicato all’agricoltura ecologica nell’ambito del Programma di promozione del consumo locale e sostenibile; L&D (Germania) predilige la partnership con fornitori regionali attraverso l'utilizzo di prodotti a filiera corta e ha inserito la misurazione dell’impronta di CO2 come leva nel processo di selezione dei fornitori; Cheval Blanc (Danimarca) ha adottato una no-flight policy nell’acquisto di materie prime, che mira a reperire tutti gli ingredienti base da aziende del territorio che dispongono di prodotti coltivati localmente, evitando le lunghe distanze di trasporto e risparmiando energia.

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